«E’ scandaloso, Berlusconi non parla ma ci pensa direttamente il Tg1 a dettare la linea per i ballottaggi. Tutta l’apertura del telegiornale è stata centrata sulla ricostruzione di una tesi politica: il ritorno dell’estremismo di sinistra a Milano, a Napoli con servizi spudoratamente confezionati per dimostrare questa tesi». Lo afferma Roberto Zaccaria (Pd) che aggiunge: «Nella prima fase della campagna elettorale il Tg1 si era limitato a presentare una cassa di risonanza molto amplificata delle esternazioni di Berlusconi, adesso la strategia cambia e il Tg1 scende direttamente in campo. Sulla base dei dati oggettivi domani valuteremo se ci sono estremi per presentare un nuovo esposto ad Agcom».
Intanto, come si legge in un articolo pubblicato sul Il Fatto Quotidiano, anche i montatori della sede Rai di Milano prendono le distanze dalle scelte editoriali di Augusto Minzolini ritirando la firma dai loro servizi. In una lettera inviata al direttore e condivisa all’unanimità, i 25 montatori di corso Sempione «esprimono il loro forte dissenso nei confronti di un’informazione parziale e coartata». E non riconoscendosi nella linea di Minzolini, «sia come professionisti del settore giornalistico che come utenti della televisione pubblica, ritirano la firma dai propri servizi del telegiornale in attesa di un cambio nella gestione e di un ripristino di quella che dovrebbe essere una reale obiettività della notizia che restituisca al Tg1 la dignità che gli deve appartenere in quanto prima fonte d’informazione del Paese».
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