Una delle argomentazioni preferite da Grillo per attaccare l’informazione in Italia è sempre stata la classifica sulla libertà d’informazione stilata da reporter senza frontiere. Lo dicono, gli altri, diceva il comico genovese, che la stampa e l’informazione in Italia non sono credibili, siamo sotto il Burkina Faso. Poi succede che la stessa organizzazione aggiorna la situazione e rileva come elemento di criticità nel nostro Paese proprio l’atteggiamento di Grillo, che di fatto è a capo del principale partito italiano, nei confronti della stampa. Infatti secondo le indicazioni di Reportes senza frontiere sono proprie le minacce sue e del suo movimento a diventare un sintomo di corto circuito informativo; d’altronde non ci vuole molto per capire che un giornalista che rischia di essere sommerso dagli improperi del leader e dei suoi adepti se critica l’operato di un movimento politico non può essere considerato un giornalista libero. Il risultato è per Grillo il problema non è più il posizionamento dell’Italia nella classifica della libertà di stampa, ma Reporter senza frontiere, improvvisamente al soldo dei partiti forti. Aspettando Godot
Enzo Ghionni
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