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Il Tar: i programmi di Fazio e Annunziata non hanno violato le regole del pluralismo

“Che tempo che fa” e “In mezz’ora” non hanno violato le regole del pluralismo televisivo. E’ quanto stabilito dal Tar del Lazio, che ha ribaltato il provvedimento dell’Agcom secondo il quale i due programmi di Rai3 avrebbero concesso eccessivo spazio agli esponenti del centrosinistra tra settembre 2012 e maggio 2013. Con tale misura il Garante aveva accolto il ricorso presentato da Renato Brunetta, capogruppo di Fi alla Camera. Per il giudice amministrativo l’Autorità avrebbe usato criteri di tipo statistico, applicabili solo ai periodi di campagna elettorale. Pertanto, si sarebbe basata su un conteggio superficiale delle presenze, non tenendo conto della discrezionalità degli autori dei programmi. Il Tar, perciò, dà ragione al presidente di Rai3, Andrea Vianello, stabilendo che le due trasmissioni sono prettamente a contenuto editoriale e, pertanto, devono mettere il telespettatore in diretta relazione con il fatto. L’eventuale squilibrio è da valutare con criteri di tipo qualitativo, come il comportamento del conduttore durante il programma. D’altronde la legge 28/2000 prescrive che le trasmissioni a contenuto editoriale, che a causa dell’impronta data dal conduttore assumono una valenza più marcatamente politica, sono tenute a rispettare il principio della parità di accesso . Nel caso specifico il Tar ha “assolto” Fabio Fazio e Lucia Annunziata, conduttori dei programmi incriminati. Uno smacco per Brunetta, che proprio ieri ha presentato un esposto contro Ballarò, altra trasmissione di punta di Rai3, per violazione delle norme etiche del Testo Unico per la Radiotelevisione. Un trionfo per Vianello, il quale aveva sempre difeso l’integrità dei programmi della sua emittente, dichiarando che l’informazione televisiva e la comunicazione politica appartengono a due dimensioni differenti.

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