Editoria

Il Senato dà l’ok al ddl intelligenza artificiale, esulta Barachini

Il Senato ha dato l’ok al ddl sull’intelligenza artificiale. Una notizia che il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega all’editoria, Alberto Barachini, ha accolto con soddisfazione. L’esponente del governo ha affermato: “La difesa del nostro patrimonio culturale, editoriale e giornalistico è al centro del disegno di legge voluto dal governo che protegge con un articolo ad hoc il bene più strategico per il nostro sistema culturale informativo, ovvero il diritto d’autore, il copyright”. E quindi ha proseguito: “Valorizzare il contenuto economico e finanziario della creatività a fronte della straordinaria innovazione dell’intelligenza artificiale, quindi la sostenibilità del nostro sistema nazionale ed europeo è un obiettivo primario, anche per consentire un pluralismo delle voci e, quindi, la libera capacità di scelta democratica e di formazione delle coscienze. L’intera sostenibilità del sistema informativo nazionale dipende dalla difesa della base della piramide dell’informazione e quindi della capacità creativa e del suo valore economico”.

Un altro aspetto centrale del provvedimento legislativo sta nell’umanità dell’informazione, una questione che non è certo banale nell’epoca in cui interi quotidiani vengono redatti dall’intelligenza artificiale: “Il giornalismo, l’informazione, l’ editoria e la comunicazione devono continuare ad avere un volto umano, una responsabilità umana e il processo produttivo deve avere una visione antropocentrica come padre Benanti, presidente della Commissione AI per l’informazione, ha più volte rimarcato”. Ma tutto questo ha un costo: “Oggi produrre un’informazione in maniera responsabile è costoso mentre produrre una fake news o un deep fake e diffonderli con i nuovi strumenti tecnologici è molto facile ed economico”. Si riferisce, Barachini, al caso Deep Fake: “Per questo un altro intervento particolarmente meritorio inserito nel Ddl intelligenza artificiale è quello della nuova fattispecie di reato di deep fake. I Deep fake possono stravolgere la percezione, come mostrano anche gli ultimi casi di cronaca, ed essere strumenti imprevedibili di gravissimi reati contro le persone e la loro reputazione, minando gravemente il rapporto di fiducia tra informazione e cittadini. L’informazione è un pilastro della democrazia, ma se è inquinata da manipolazioni fake, sono gli stessi cittadini ad essere manipolati”.

Luca Esposito

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