Categories: Giurisprudenza

IL PIANO DI SVILUPPO DEL GOVERNO AL VAGLIO DI BRUXELLES QUESTO POMERIGGIO

Silvio Berlusconi vola a Bruxelles dopo l’accordo trovato ieri in extremis con la Lega in materia di pensioni, e con una voluminosa lettera di 14 pagine con cui intende spiegare che tanto è stato fatto, e tanto si farà. L’inizio del vertice è previsto intorno alle 18, alle 20 o giù di lì l’esito verrà annunciato.
Intanto in sottofondo riecheggiano le parole del futuro presidente della Bce, Mario Draghi che nel discorso tenuto nella “Giornata mondiale del risparmio”, esorta il governo all’attuazione delle riforme per rilanciare la crescita. Per Draghi, il «rilancio duraturo della crescita sostenibile passa soprattutto per le riforme strutturali da tempo invocate, in larga parte condivise ma tuttora inattuate».
Secondo l’ex governatore della Banca D’Italia è necessario «elevare la concorrenza nei mercati e nei prodotti, in particolare nei servizi; costruire un contesto amministrativo e regolatorio più favorevole alle attività d’impresa; sospingere l’accumulazione di capitale fisico e umano; innalzare i livelli di partecipazione al mercato del lavoro». L’Italia che pure «non aveva nulla da rimproverarsi» sull’innesco della crisi, ne è stata «travolta per le sue debolezze strutturali, al punto da trovarsi essa stessa ragione della crisi generale». «La composizione del prelievo fiscale può essere modificata, trasferendone il peso – ha spiegato – dalle imposte e dai contributi che gravano sul lavoro e sull’attività produttiva all’imposizione sulla proprietà e sul consumo».
Intanto a Bruxelles l’Unione Europea si aspetta dall’Italia stasera, ha sottolineato il portavoce della Commissione Olivier Bailly, «una chiara lista e il timing». Nell’imminenza del summit ha fatto risentire la sua voce il cancelliere tedesco: l’Unione deve essere pronta a rivedere i trattati comunitari e dovrà essere possibile, auspica Angela Merkel, portare dinanzi alla Corte Ue quei paesi che non rispettano gli obiettivi di deficit. La debolezza dell’Unione monetaria europea, ha aggiunto intervenendo al Bundestag, «va risolta ora o, io dico, mai più».
(Agi)

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