La prima pagina di un numero dell'Unità con in evidenza il nome della testata
Il gruppo Romeo potrebbe rilevare l’Unità. Salvando la storica testata giornalistica della sinistra italiana dal fallimento. La notizia è stata diffusa dall’agenzia Adn Kronos nel fine settimana. L’investimento da parte del gruppo imprenditoriale napoletano si aggirerebbe su una somma tra i 900mila e il milione di euro. Tanto servirebbe per rimettere il giornale in carreggiata, salvarlo dalle procedure di bancarotta e riportarlo in edicola ai lettori che lo aspettano, ormai, da anni.
Il gruppo Romeo già edita il Riformista, il quotidiano diretto da Piero Sansonetti. A cui sarebbe affidata la responsabilità di riportare in edicola, dirigendolo, proprio il quotidiano dove ha iniziato la sua carriera professionale. Sansonetti, difatti, ha iniziato a scrivere nel 1975 proprio a L’Unità e ci è rimasto fino a diventarne vicedirettore prima e condirettore poi.
La storia recentissima de L’Unità è quella della crisi strutturale dell’editoria italiana. Una delle testate storiche, nata nel 1923 per volontà di Antonio Gramsci, sopravvissuta al fascismo ma non alle ristrettezze economiche del nuovo millennio. Un giornale che ha scritto la storia del ‘900 e che, una volta “finito” il Secolo breve ha dovuto fare i conti con i problemi. Che l’hanno paralizzata, nel 2017, quando è andato in edicola l’ultimo numero. Poi solo uscite annuali per non far “finire” anche la testata e le inchieste sulla gestione economica e finanziaria del giornale.
Oggi forse si può aprire una fase nuova. Che passa dall’impegno del gruppo Romeo per l’Unità. L’esperienza de Il Riformista, le cui posizioni sono tanto originali quanto ormai ben riconoscibili tra i lettori italiani, può giovare e non poco alla rinascita di uno dei luoghi storici del giornalismo nazionale e non solo.
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