In Messico più di 4 milioni di cittadini hanno iniziato a usare quotidianamente il social network per condividere notizie su agguati, posti di blocco e situazioni sospette legate ai narcotrafficanti. Evitando i luoghi di sparatorie e salvandosi così la vita. Più veloci di stampa e polizia, nella città di Veracruz i cinguettii sono stati i primi a raccontare il blitz di alcuni uomini del cartello dei Los Zetas che, lo scorso 20 settembre, dopo aver bloccato il traffico, hanno abbandonato 35 cadaveri in una strada del centro. Nello stesso giorno, il parlamento dello Stato di Veracruz votava tuttavia la nuova legge sul «terrorismo e sabotaggio via web», a causa dei pericoli che, in un Paese dilaniato dalla guerriglia tra narcos, il far west della Rete può, a sua volta, provocare. (Lettera43)
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