Oggi il Gazzettino non sarà in edicola. Perché ieri i giornalisti del quotidiano veneto hanno deciso di scioperare. Sono arrabbiati perché non sarebbero arrivate “risposte sufficienti” sul futuro da parte dell’azienda. Sono, in particolare, due le questioni sollevate dai giornalisti. La prima riguarda la chiusura della sede di Rovigo. L’ennesima redazione distaccata che chiude, proseguendo un trend che, per i giornali della carta stampata, sembra ormai inarrestabile. E che, da decenni, impoverisce oltre ai quotidiani pure i centri delle città italiane. E poi c’è la vicenda legata alla redazione web che, stando a quanto lamentano i giornalisti, non avrebbe “una guida stabile”. Insomma, di fronte a tutte queste tematiche, i giornalisti del Gazzettino hanno deciso di scioperare. “Pur apprezzando l’impegno del direttore a presentare nelle prossime settimane un piano editoriale, la redazione ritiene che non siano ancora arrivate risposte sufficienti sulle strategie necessarie a garantire il rafforzamento e lo sviluppo del giornale in una fase di profonda trasformazione del mondo dell’informazione”.
La preoccupazione delle giornaliste e dei giornalisti “riguarda la capacità del Gazzettino di continuare a raccontare con autorevolezza e capillarità il Nordest, investendo sulle persone, sulle competenze professionali e sulla qualità dell’informazione”.
Alle rimostranze dei giornalisti del Gazzettino, i vertici dell’azienda hanno risposto in maniera decisa. “L’Azienda non condivide motivazioni e modalità dello sciopero indetto repentinamente dal Comitato di redazione con un’azione unilaterale che rischia di compromettere un confronto sindacale di fatto permanente. È opportuno ricordare che la decisione di chiudere la redazione di Rovigo e non anche l’edizione che continuerà a essere regolarmente pubblicata è stata oggetto di confronto, condivisa e sottoscritta con il Comitato di redazione”.
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