L’intervento del Garante è dovuto al fatto che l’app attinge dalla rubrica dell’utente per mettere in contatto le persone, ma va inevitabilmente a prendere anche i dati sensibili di coloro che non hanno scaricato e non utilizzano WhatsApp.
Secondo il Garante ”alcune caratteristiche nel funzionamento dell’applicazione comportano implicazioni e rischi specifici per la protezione dei dati personali degli utenti”.
Ma quali sarebbero questi rischi? Una volta entrati in Whatsapp, la società Whatsapp.Inc ha accesso alla rubrica dei numeri di telefono di tutti, e quindi anche di quegli utenti che non sono iscritti al servizio. Non solo, altre sono le questioni sollevate dal Garante. Per esempio: come vengono conservati i dati trattati e per quanto tempo? E qual è il numero degli account riferibili a quelli italiani?
La verità è che sono in molte le app, soprattutto quelle dei videogiochi – le quali spesso hanno anche una chat – su cui bisognerebbe richiedere un controllo severo delle impostazioni di privacy. Se si fa login con Facebook, per esempio, ci si appoggia al sistema “sicuro” del magnate di Palo Alto. Ma se ci si iscrive (e quindi si fa login) indipendentemente, non si sa bene in che modo i nostri dati vengono salvaguardati.
È morto il giornalista Marco Vignudelli. Arriva il cordoglio dell’Usigrai. Che in una nota ha…
La creator economy italiana entra ufficialmente in una nuova fase. Con le recenti indicazioni operative…
E così gli storici quotidiani della famiglia Riffeser passano di mano. Leonardo Maria Del Vecchio…
Gli occhiali intelligenti sviluppati da Meta insieme a Ray-Ban ed EssilorLuxottica stanno aprendo una nuova…
Lo squillo del telefono è diventato l’incubo degli italiani. A tutte le ore del giorno…
Sciopero della fame “finché non si sblocca tutto”: il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti…