La prossima settimana il ddl di riforma dell’editoria sarà al vaglio della Commissione Cultura della Camera. Lo ha affermato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Ricardo Franco Levi al margine di un convegno. Siamo di fronte – ha aggiunto – ad una legislazione che si e’ andata accumulando nel tempo, inoltre l’intervento pubblico a sostegno dell’editoria ha assunto “dimensioni importanti”. Ed ancora siamo di fronte “ad una prepotente innovazione tecnologica che ha sconvolto il mondo dell’editoria molto piu’ di quanto avesse gia’ fatto il passaggio dal caldo al freddo nella carta stampata”. Tutto questo “ci ha indotto a pensare ad una straordinaria normativa di sistema che meritava di essere fatta dopo tantissimi anni e riprendendo anche i fili di cose fatte negli anni scorsi”. Levi si è soffermato anche sull’importanza del lavoro del suo predecessore Paolo Bonaiuti. L’obiettivo – sostiene Levi – e’ arrivare a definire “una mappa del settore editoriale, conoscere le proprieta’ degli editori, i loro intrecci, da dove derivino e via dicendo”. Levi ha tenuto anche a dire che l’Italia non e’ un caso isolato in fatto di sostegno pubblico all’editoria, “c’e’ in tutto il mondo”. Il problema da affrontare e’ quello della trasparenza, e non a caso nella sede istituzionale della Presidenza del Consiglio che si occupa di editoria, “chiunque venga a bussare per avere soldi, al primo piano trova subito l’ufficio della Guardia di Finanza, proprio perche’ vogliamo sapere che fine facciano i soldi e a chi vadano”.
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