Scaricare illegalmente un cd da internet è equiparabile a rubarlo da un negozio? È vero che la pirateria porta maggiore disoccupazione? La lotta al filesharing può giustificare una serie di restrizioni alle libertà del web, prima tra tutte quella di informazione? Siamo disposti a rinunciare alle prerogative cui la rete ci ha abituato per tutelare i diritti di un’industria vecchia di oltre cento anni? È giusto considerare ogni utente che navighi su internet un potenziale criminale, da controllare come un detenuto col “braccialetto elettronico”?
Sullo sfondo di questi temi, domina, come una minaccia, il famigerato regolamento antipirateria, che l’Autority Garante per le Comunicazioni (AgCom) sta per approvare: un testo che potrebbe sconvolgere le attuali regole di Internet.
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