Il comunicato del Cdr di “Liberazione” è l’ennesimo grido di aiuto di una testata che rischia di essere colpita “mortalmente” dall’ultima finanziaria che ha tagliato i contributi pubblici alla stampa cooperativa e di partito. Il Cdr, infatti, sottolinea che “se non interverranno immediatamente correzioni normative, la voce critica del quotidiano verrebbe soffocata insieme a quella di altre testate”. Per questo “i giornalisti e tutta la redazione di “Liberazione” sono impegnati nella battaglia per costringere il Governo e il Parlamento a porre rimedio a questa grave decisione, rinnovando l’appello ai colleghi di ogni testata e ai sindacati a promuovere e a sostenere questa rivendicazione in tutte le sedi”.
Ma la redazione del quotidiano è allarmata anche per la mancanza di assicurazioni da parte dell’Editore sul futuro del giornale, per le ventilate voci di un ricorso allo stato di crisi o addirittura alla procedura fallimentare. Infatti, l’Editore, malgrado le sollecitazioni a termini di contratto non ha ancora fornito, al Comitato di redazione, le informazioni dovute sullo stato finanziario dell’impresa. Nel frattempo, però, la direzione ha approvato tagli al numero delle pagine del giornale e del settimanale di cultura “Queer”, ha annullato il contratto di stampa con la tipografia di Catania e, inoltre, da tempo non paga i collaboratori. “Poiché unico proprietario della testata è il partito della Rifondazione Comunista – continua il comunicato del Cdr – la redazione ritiene improcrastinabile un chiaro pronunciamento sul futuro del giornale direttamente da parte dei massimi organi del Prc, convocato, a sua volta, per il 13 settembre”.
Fabiana Cammarano
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