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IL BAVAGLIO CINESE AL SOCIAL SINA WEIBO, SI MISURA A PUNTI

La Cina prosegue la sua crociata contro i social network, in particolar modo contro Sina Weibo, una sorta di corrispondente asiatico di Twitter.
È stato così definito ed ha raggiunto di recente il traguardo dei 250 milioni di utenti, un forte motore di crescita per l’opinione pubblica in Cina.
E’ proprio per imporre un maggiore e più stretto controllo sull’opinione pubblica che il governo cinese ha imposto al social un controlli sulla pubblicazione di contenuti mediante il sistema a punti.
Ottanta i punti di partenza che si possono avere accedendo al popolare social network cinese, ma diminuiscono sensibilmente in modo proporzionale alla pubblicazione di contenuti in contrasto con la politica ed i temi sociali.
Raggiunta la soglia dei sessanta punti, scatta l’avvertimento che invita a fare bene attenzione a non infastidire le authority governative o scatta la cancellazione dal sistema.
Ma alla pari del sistema assicurativo automobilistico e di quello penitenziario, gli utenti di Sina Weibo sono premiati in caso di buona condotta, se per diverso tempo ci si comporta bene, i punti possono aumentare.
Insomma un social network in cui la democrazia è costantemente minata e soprattutto la privacy non viene per niente contemplata, al punto che un ulteriore mezzo di censura viene esercitato non solo attraverso la comunicazione di nome ed indirizzo e-mail ma persino con l’obbligo di divulgazione dei dati relativi alla carta d’identità.
Norme cresecentemente più restrittive per un paese che con evidenza ha più timore dell’opinione pubblica di quanto si possa credere, le ultime norme imposte dal governo al social sarebbero conseguenti alla pubblicazione di false notizie relative ad un presunto colpo di stato politico.
Ma in un paese come la Cina in cui la tecnologia la fa da padrone, non mancano certo i modi per arginare queste misure che mettono il bavaglio alla libertà di pensiero.
Comune è l’abitudine a utilizzare metafore e codici linguistici particolari per discutere di argomenti tabù tra gli internauti cinesi.
Non dimentichiamo che la repressione non fa che aumentare il desiderio ed aguzzare l’ingegno.

editoriatv

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