I grandi gruppi editoriali cercano di razionalizzare dove possono e tagliano i compensi ai collaboratori esterni. Firme di punta e pubblicisti di belle speranze, insomma, dovranno accontentarsi di qualche euro in meno pur di continuare a scrivere per le testate della Rcs quotidiani, di Repubblica, della Mondadori o del Sole 24 Ore. In genere, il sacrificio richiesto è attorno al 20%. Il provvedimento più politically correct sembra quello da Ezio Mauro a Repubblica: -20% per tutti i collaboratori che però fatturano al gruppo oltre i 30 mila euro l’anno. Quindi si taglia, come è giusto in un momento di crisi, ma partendo innanzitutto da quelli che già guadagnano di più.
Anche al Sole 24 Ore e in Rcs quotidiani sono state date indicazioni ai direttori di ridurre i compensi del 20%. Stessa cosa in Mondadori dove però, già da qualche anno, vige una forte tradizione nel porre attenzione alla massima efficienza sui borderò. I direttori, cioè, sono da tempo allertati sull’ottimizzare i costi delle voci “collaborazioni giomalistiche” e “straordinari”. Perciò la situazione non è di quelle che necessitano tagli drastici. Vale, a Palazzo Niemeyer, la regola del caso per caso, con indicazioni di massima, per alcune testate, nell’ordine del 10%.
(Dalla rassegna stampa ccestudio.it)
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