Editoria

Guido Scorza s’è dimesso dal Garante della Privacy

Guido Scorza s’è dimesso dalla carica di componente del Garante della Privacy. E lo ha fatto in un video annunciando la decisione e motivandola. Scorza, insieme al presidente Pasquale Stanzione, e ai colleghi Agostino Ghiglia e Ginevra Cerrina Feroni, è finito al centro dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma. Che, nei giorni scorsi, è sfociata in una perquisizione proprio nella sede dell’autorità garante. L’inchiesta ha fatto molto rumore, incistandosi fin da subito nel dibattito politico e istituzionale del Paese. Anche perché, a quanto pare, l’indagine sarebbe partita anche grazie ai servizi televisivi della trasmissione di Raitre di Report.

Scorza ha deciso di farsi da parte. Ha definito la scelta delle dimissioni come “giusta e necessaria” nonché “nell’interesse delle istituzioni”. Guido Scorza ha poi proseguito: “Non ho nessuna remora né imbarazzo nel confessare che è stata una delle decisioni più sofferte della mia vita. Lascio uno dei lavori più belli che a una persona possa capitare, lascio uno dei lavori che ho fatto con più determinazione e passione di qualsiasi altro fatto fin qui”. E ancora: “Lascio un lavoro che non ho mai considerato tale e che invece è una missione civile altro che professionale e istituzionale. Un’occasione unica di fare, nel mio piccolo, la mia parte per promuovere e difendere un diritto che non è mai stato tanto centrale e irrinunciabile nella vita delle persone e della società”.

Guido Scorza ha poi continuato: “Una missione alla quale ho dedicato ogni giorno degli ultimi cinque anni. Lascio un incarico che per me ha sempre rappresentato restituire almeno parte di ciò che mi ha dato a un Paese che mi ha dato tantissimo consentendomi di acquisire competenze ed esperienze importanti, di realizzarmi nella dimensione professionale e di credere in un futuro migliore del passato da lasciare alle mie figlie. Lascio un incarico che ho sognato da quando, trent’anni fa, incontrai per la prima volta Stefano Rodotà e Giovanni Buttarelli, che stavano lavorando a quella che sarebbe diventata la prima legge italiana sulla protezione dei dati personali”.

Luca Esposito

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