Editoria

Guai in paradiso, i giornalisti di La7 contro Cairo: “Vogliamo risposte”

Ma tra Urbano Cairo e i giornalisti, a La7, è ancora bagarre. L’assemblea ha approvato all’unanimità un durissimo documento che chiede conto e ragione all’editore delle scelte, discusse, che hanno avuto come sfondo i diritti dei lavoratori e le questioni aperte tra cronisti, dipendenti e management. “Qual è la vera La7? La rete del pluralismo, del racconto dei diritti calpestati, dell’informazione indipendente, che ha saputo costruire un patrimonio di credibilità grazie al quale ottiene ascolti record o l’azienda che non rispetta i contratti di lavoro e non tiene conto delle sentenze dei Tribunali e della Cassazione?”, si son chiesti i giornalisti che hanno licenziato il comunicato proprio mentre si presentavano i palinsesti.

Al momento, lamentano i giornalisti, non c’è “nessuna risposta”. Nemmeno di fronte a “uno sciopero senza precedenti”. Niente, nemmeno un fiato sarebbe arrivato “dalla dirigenza sulle questioni aperte: il corretto pagamento delle domeniche per il quale i giornalisti sono stati costretti a ricorrere alla magistratura, gli stipendi dei neoassunti tagliati senza alcuna regola, un piano di stabilizzazione dei precari, la copertura dei ruoli rimasti vacanti dopo i pensionamenti, il regolare accantonamento dei tfr, la remunerazione prevista dalla legge per la cessione ai colossi del web dei contenuti giornalistici, la copertura assicurativa per i dipendenti, le insufficienti dotazioni tecniche, l’uso dell’Intelligenza Artificiale”.

Si tratta, ricordano i giornalisti, di “problemi da tempo posti e rimasti irrisolti,  mentre crescono le difficoltà operative quotidiane e il disagio messo in risalto anche dalle rilevazioni sullo stress da lavoro correlato”.

Per l’assemblea, dunque, “l’atteggiamento dell’azienda nei confronti dei giornalisti appare poco rispettoso del ruolo fondamentale svolto dalle redazioni nel rilancio dell’emittente che traina l’intera offerta pubblicitaria del gruppo, ma ha gratificato negli anni solo azionisti, dirigenti e volti di rete”. La richiesta pertanto è netta: “All’editore chiediamo un confronto costruttivo per garantire ulteriore sviluppo a la7 sulla base di progetti seri e investimenti concreti”.

Luca Esposito

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