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Grido d’allarme di Peluffo: “Italia paese europeo con il contributo più basso all’editoria. Serve una soluzione finanziaria”

“Il livello attuale dei finanziamenti all’editoria è ampiamente insufficiente, soprattutto rispetto alla trasformazione in atto. Dunque, va trovata una qualche soluzione finanziaria”. Lo ha sostenuto il sottosegretario di Stato con delega all’Editoria, Paolo Peluffo, intervenendo al convegno “Carta & Web: l’integrazione tra scelte strategiche e tecnologiche”, tenutosi questa mattina a Roma, nella sede di Palazzo Giustiniani.

Peluffo, dopo aver rivendicato “l’opera di trasparenza, semplificazione e moralizzazione” realizzata sui contributi al settore, ha ricordato che “in cinque anni i finanziamenti all’editoria italiana sono scesi da circa 700 milioni a 150 milioni”. Nel 2007, infatti, il sostegno pubblico “era pari a 600-700 milioni di euro a fronte di 1 miliardo di euro della Francia: oggi nel Paese Transalpino i fondi pubblici al settore sono arrivati a quota 1 miliardo e 200 milioni, in Italia sono scesi a 150 milioni”.
“Siamo dunque il paese europeo – ha constatato Peluffo – con il contributo più modesto alla propria editoria. Siamo però anche un Paese che legge poco nonostante i livelli dell’Iva agevolata per l’acquisto dei libri siano adeguati e dimostrino la giusta considerazione in cui vengono tenute la lettura e la cultura”.

“Le leggi sull’editoria – ha ribadito ancora l’esponente del governo – oggi sono molto diverse da quelle di un anno fa”. Si è infatti detto “stop al vecchio sistema dei contributi diretti alle imprese a favore di un sistema che, grazie alla tracciabilità dei pagamenti, si è trasformato in una sorta di rimborso spese”. Il sottosegretario ha infine sottolineato come la nuova legge sull’editoria miri a gestire “in modo migliore e più trasparente le poche risorse a disposizione”.

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