Categories: Diritto d'Autore

GOOGLE SI SCHIERA A FAVORE DEL COPYRIGHT

Da oggi il motore di ricerca penalizzerà chi viola il diritto d’autore. La punizione sarà una indicizzazione sconveniente. Un ingegnere del gruppo: «Tante le richieste di tutela. Useremo questi dati per penalizzare i siti “pirata”. Ma non ci saranno rimozioni indiscriminate».
Pare che il colosso di Mountain View darà battaglia alla libertà della rete. Come ha scritto Il Fatto quotidiano «cambieranno gli algoritmi di indicizzazione; il motore di ricerca penalizzerà chi viola il copyright: se un sito è colpito da un certo numero di richieste di rimozione, apparirà sempre più in basso nei risultati delle ricerche».
È stato un alto dirigente tecnico del team ad annunciare la novità. « Abbiamo elaborato 200 diversi criteri per far sì che i nostri algoritmi forniscano i migliori risultati da lunedì [oggi, ndr] ne avremo uno in più: il numero delle richieste di rimozione che riceviamo per ogni sito. Quelli che verranno colpiti dal maggior numero di richieste appariranno più in basso nei risultati delle ricerche. Da quando abbiamo riattivato la rimozione di contenuti per questione di copyright le richieste sono aumentate a dismisura. Solo negli ultimi 30 giorni ne abbiano ricevute 4,3 milioni. Ora useremo questi dati per penalizzare i siti che hanno violato il copyright», ha scritto Amit Singhal in un post su un blog specializzato.
In ogni caso non ci sarà “la caccia alle streghe”. «Google non può stabilire se un determinato contenuto è stato rubato. Per questo non rimuoveremo alcuna pagina finché non riceveremo una valid copyright removal noticedal proprietario dei diritti», ha dichiarato Singhal.
C’è da precisare Google è sempre stata dalla parte della rete. Proprio Mountain View aveva fatto blocco con Wikipedia, Yahoo, Mozilla e migliaia di internauti per contrastare il Sopa e il Pipa. Stiamo parlando di due proposte di legge anti-pirateria e, soprattutto, anti-libera circolazione delle idee. Ed è anche grazie al contributo di Google che le proposte sono state accantonate.
Oggi, come riporta sempre Il Fatto, «Google stringe la mano alla Motion Picture Association of America e ai giganti dell’entertainment, che quelle leggi avevano fortemente voluto».
Ma perché? Pare per ragioni commerciali: Google, in cambio della sterzata ideologica sul diritto d’autore, potrebbe godere di succulenti accordi con le major discografiche e del cinema. Il tutto per ampliare ancora di più il giro d’affare e diventare il più grande negozio di contenuti.

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