La guerra delle mappe? La sta vincendo Google. Apple ha provato a scindere i propri servizi da quelli di Mountain View, ma qualcosa è andato storto. Piazze italiane deformate, città inglesi traslate, isole asiatiche raddoppiate. Questo ed altro grazie all’applicazione Maps di Apple, presentata nel mese di giugno come principale alternativa a Google Maps. La scelta di emanciparsi da Google nel settore della geolocalizzazione fa parte di un progetto più ampio che mira a contrastare lo strapotere di Android, il sistema operativo di Mountain View. Quest’ultimo è presente nel 60% degli smartphone, mentre Ios, l’equivalente di Apple, deve accontentarsi del 23%. Non stupisce, perciò, che Cupertino abbia deciso di offrire funzioni proprie negli Iphone.
Gli errori riscontrati dagli utenti di tutto il mondo rendono ben poco redditizio l’accordo siglato con TomTom, la società olandese a cui è stata affidata la realizzazione della cartografia. Ma le imprecisioni di Apple Maps hanno smosso anche autorità ed enti pubblici. Il ministro della giustizia irlandese, Alan Shatner, ha chiesto ad Apple di rimuovere l’icona di Airfield House, erroneamente presentato come un aeroporto, dal suo dispositivo. La pista di atterraggio è, in realtà, una fattoria. E anche il Dipartimento dei Trasporti dello Stato di Washington ha avuto qualcosa di ridire per la sparizione del Tacoma Narrow Bridges.
TomTom non si prende le sue responsabilità e, anzi, ribadisce la sua supremazia nel campo della navigazione satellitare. Apple fa mea culpa, nascondendosi dietro la sua scarsa esperienza nel settore. Google gongola, anche perché al suo già eccellente servizio ha aggiunto ulteriori funzionalità per contrastare la nascente concorrenza. E anche Nokia, surclassato da Apple nel mercato degli smartphone, gioisce per gli errori dei rivali, rivendicando la qualità del suo servizio (Navteq).
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