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GLI USA PAESE CAMPIONE DEL CALO FISIOLOGICO DI FACEBOOK

Gli Stati Uniti si sa, ci precedono sempre in quanto a innovazioni in campo tecnologico ,ma non solo, e così come decretano il successo di un fenomeno, così ne registrano anche il suo calo.
Succede infatti che negli USA, nell’ultimo anno il fenomeno Facebook si stia ridimensionando, facendo registrare nel mese di Maggio un calo di 6 milioni di iscritti e pare che le cose non vadano meglio per l’Inghilterra e il Canada.
L’unico paese che conferma ed anzi raddoppia la partecipazione al social network è l’Italia che conta da 11 a 20 milioni di utenti, è pur vero che il fenomeno Facebook è arrivato successivamente in Italia rispetto agli altri paesi, ma persiste il dato che vuole gli Italiani sempre più soggiogati e rapiti dalla possibilità di costruirsi un’identità virtuale attorno cui gravitano tutta una serie di comportamenti sempre più digitalmente omologati.
Facebook funziona perché innanzitutto gode di immediata e semplice fruizione, in secondo luogo ci pone dinnanzi la possibilità di esprimere il nostro gradimento o meno con l’elementare binomio: “Mi piace”, “Non mi piace”, o ancora ci spinge con continui input ad esprimere pensieri, opinioni: “A cosa stai pensando?”, “Commenta”, frasi ad alto contenuto di significante, attraverso cui, ci si costruisce un’identità fatta di codici e segni che non avrebbero senso e significato se non all’interno di quella realtà.
Ciò che è la forza di Facebook, ne è al contempo un suo limite: ad un iniziale entusiasmo può seguire la saturazione dell’utente, così come vediamo che sta iniziando ad accadere negli Stati Uniti.
È un fenomeno se vogliamo fisiologico, ma che si può inserire anche all’interno di quelli che sono gli studi sull’impatto e la persistenza delle nuove tecnologie in un paese, come rappresentato dalla Curva di Gartner.
La teoria di Gartner dimostra come una tecnologia emergente guadagna inizialmente una frenetica attenzione disegnata su una curva ripidissima fino a una vetta, l’hype, che ben presto declina: i consumatori, i tecnici, i giornali e i divulgatori passano ad altro.
E’ il momento nel quale si passa alla disillusione delle esperienze e di lì a poco le tecnologie nuove entrano effettivamente in campo e si iniziano a sperimentare.
Per il momento sono solo teorie che con il tempo si potranno trasformare in realtà o meno ma che ricordano che ogni fenomeno di quanta popolarità possa godere, è sempre potenzialmente esposto al declino.

Arianna Esposito

editoriatv

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