I giudici milanesi hanno condannato l’uso del termine “zingaropoli” nella campagna per le elezioni comunali. L’associazione “Carta di Roma” ha espresso grande soddisfazione per la sentenza perché – spiega in una nota – «parole così cariche di disprezzo investono inevitabilmente anche le responsabilità dell’informazione: i giornalisti si trovano infatti costretti ad usare, per assolvere al loro dovere di cronisti, termini che propagano nella società i germi del razzismo e della discriminazione. E’ bene dunque che venga ripristinato il limite che deve separare la polemica politica dall’“hate speech”, il discorso di incitamento all’odio che all’estero è bandito dal linguaggio pubblico. E’ ora che l’Italia entri in Europa anche sotto questo profilo».
C’è una differenza sostanziale tra cercare di indovinare se un testo è stato scritto dall’intelligenza…
Pure la Fnsi si schiera sul caso Ranucci. Sì alla solidarietà, no alle strumentazioni politiche.…
Si muove anche il comitato di redazione del Tg3 sul caso Ranucci. E i giornalisti…
La crisi delle edicole italiane non nasce con la direttiva Bolkestein e sarebbe sbagliato attribuire…
Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti sceglie Report nella battaglia dei due fuochi. Da un…
Usigrai a difesa di Report. E il sindacato di Viale Mazzini s’è infuriato per la…