II contratto nazionale dei giornalisti è fatto, salvo sorprese dell’ultima ora, ma non è ancora siglato. Si sta limando il testo che dovrebbe essere firmato nella tarda serata o nella giornata di oggi. La parola andrà poi alle redazioni, dove i primi pareri, ieri quello del Cdr de La Stampa, non sono stati favorevoli rispetto a una bozza conosciuta solo in parte.
L’ultimo scontro, prima della definizione della bozza di contratto, c’è stato sui prepensionamenti. Non vi sarà alcun automatismo: se non vi sarà accordo sul piano aziendale, sarà il ministero del Lavoro a decidere, nel decreto sul riconoscimento dello stato di crisi. Vi sono, nella bozza, delle percentuali massime dei contratti a termine stipulabili in ogni testata: se ha da uno a 20 dipendenti si tratta di un massimo di sei unità, la metà delle quali a tempo indeterminato. Da 21 a 50 dipendenti i contratti a termine potranno arrivare al 30%, scendendo al 25% quando vi sono da 51 a 100 dipendenti e al 20% per le imprese al di sopra dei cento dipendenti.
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