”L’Italia sta diventando una sorta di laboratorio avanzato per la battaglia legale anti Internet”. Questo il commento che il responsabile comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni affida oggi a un suo intervento sul quotidiano Europa. ”Nel giro di poche settimane abbiamo conquistato l’attenzione del mondo prima con il decreto Romani e poi con la sentenza di condanna a Google. Per non dire dei ricorrenti tentativi di leggi-bavaglio di iniziativa parlamentare”.
”Decreto e sentenza sembrerebbero ispirati da un comune intento: affrontare Internet con le regole tipiche dei mezzi di comunicazione del secolo scorso”, prosegue il responsabile comunicazioni del PD. ” A questa impostazione sfugge il semplice fatto che Internet è una rete di comunicazione, non un mezzo di informazione. Più che a un giornale, il web può essere paragonato alla rete postale, o autostradale, o telefonica. E il rapporto tra Google e un video illegale dovrebbe somigliare a quello tra Poste italiane e un pacco bomba oppure tra la società Autostrade e un pirata della strada”.
”Nuove regole per Internet servono eccome, ma il quadro di riferimento non può che essere comunitario e gli obiettivi vanno ben chiariti: da un lato rendere più rapidi ed efficaci gli interventi per eliminare dalla rete i contenuti criminali che vengono di volta in volta individuati, e dall’altro rielaborare un diritto d’autore che valorizzi la creazione intellettuale al tempo della libertà della Rete”. ”Internet e la sua libertà sono ormai uno dei pilastri del modo di vivere del mondo libero”, conclude Gentiloni.
Federica Liucci
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