Editoria

Gedi chiede ai suoi giornalisti di evitare “ogni forma di militanza”

Se non è una mutazione genetica, poco ci manca. Il Gruppo Gedi mette al bando la “militanza”. Arriva il documento programmatico delle testate che fanno capo al gruppo editoriale che, da qualche tempo, è di proprietà degli Elkann-Agnelli. Cambia e di molto la prospettiva rispetto al passato. Le testate Gedi, da Repubblica a l’Espresso, non hanno mai tirato la gamba indietro in merito alle questioni politiche e, anzi, hanno fatto dello “schierarsi” una precisa scelta editoriale.

Ora arriva il documento che chiede a tutti i giornalisti di privilegiare, in una sorta di “anglosassonizzazione” del prodotto, il bene della verità nel solco del pluralismo.

Il documento infatti recita: “La nostra identità è nella responsabilità verso i lettori, negli obblighi di correttezza e trasparenza verso la nostra comunità intellettuale, nel nostro diritto di informare come nel diritto dei lettori di essere informati. La nostra buona fede è nel cercare la verità senza compromessi”. E fin qui nulla di sconvolgente. Ciò che inizia a mostrare novità è altro: “La nostra umiltà è nel riconoscere gli errori e la nostra disponibilità è a correggerli. Il nostro dovere è di garantire il pluralismo delle idee e delle opinioni nel solco della nostra identità, che è quella di un gruppo editoriale che si fonda sui valori dell’Europa e dell’Occidente, della democrazia liberale e della laicità dello Stato”.

Alla bussola valoriale la “preghiera” ai giornalisti di essere il più laici possibile. “Chi lavora nel Gruppo Gedi deve avere equilibrio nel riportare le notizie, distanza critica rispetto ai fatti, linguaggio comprensibile ed inclusivo, capacità di sorprendersi, curiosità per l’innovazione”. Al di là del linguaggio che pare un po’ troppo di marketing e preso pari pari da un post dei tanti bot che fabbricano story-telling, il cambiamento pare percepirsi “prendete la distanza dai fatti”. E infine, chi lavora in Gedi, deve deporre ogni tessera di partito, almeno quando è alla scrivania: “Deve credere nello studio, conoscere il proprio pubblico di riferimento, evitare ogni forma di militanza, essere aperto alla comunicazione su ogni piattaforma, rispettare i lettori e valorizzarne il feedback”.

 

editoriatv

Recent Posts

Il pasticcio delle dimissioni dalla Commissione Vigilanza Rai

“Siamo al punto di non ritorno” e gli esponenti delle minoranze rassegnano le dimissioni dalla…

3 ore ago

La maggioranza insorge: “Così sinistra vuole monopolizzare la Rai”

Passa qualche ora dalla presa di posizione della minoranza ed ecco che arrivano pure le…

3 ore ago

Libertà di stampa nell’era degli algoritmi: presentato a Roma il nuovo volume di Francesco Saverio Vetere

La libertà di stampa continua a rappresentare uno dei pilastri della democrazia, ma oggi è…

1 giorno ago

Giornalista preso a pugni a Chivasso: “Inaccettabile”

Non si fermano le aggressioni ai danni dei giornalisti: a Chivasso un cronista di Repubblica…

1 giorno ago

Nem acquista TeleFriuli: “Polo multimediale per il Nord Est”

Il Gruppo Nem si consolida con l’acquisto del 95% delle quote di TeleFriuli. Un’operazione che…

1 giorno ago

Contributi all’editoria, è tempo di ripensare il sistema dei controlli

Il sistema dei contributi pubblici all'editoria è stato spesso oggetto di un dibattito prevalentemente mediatico.…

2 giorni ago