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Il garante della privacy “bacchetta” i giornalisti :”Non hanno saputo cogliere il cambiamento”

Il consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ”non ha colto l’opportunita’ di cambiare” esprimendo un giudizio negativo sul nuovo codice deontologico della categoria. Cosi’ il Garante della Privacy, Antonello Soro, in una lettera inviata al presidente dell’Ordine, Enzo Iacopino. ”Riscontro la Sua nota odierna – si legge nella lettera – con cui comunica le valutazioni del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti riguardo alla bozza del codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attivita’ giornalistica. Innanzitutto, desidero esprimere una sincera costernazione nel leggere che la predetta bozza venga presentata quale ‘proposta del Garante’, mentre e’ a noi inequivocabilmente noto che essa e’ il frutto condiviso di un attento confronto che ha visto coinvolti, per diversi mesi, la Presidenza dell’Ordine dei giornalisti e Collegio del Garante. Registro con rammarico le valutazioni negative rispetto al lavoro svolto. Questo, a mio avviso, ha costituito un’occasione importante di chiarimento e ulteriore definizione dei principi gia’ presenti nel vigente codice deontologico al fine di adeguare quest’ultimo ai mutamenti sociali e tecnologici che caratterizzano il nostro tempo e che espongono i giornalisti a nuove sfide. E questo, nell’ottica di garantire l’auspicato giusto bilanciamento tra la liberta’ di informazione e il rispetto dei diritti fondamentali della persona. Le determinazioni del Consiglio nazionale dell’Ordine sono, a mio parere, frutto di una lettura del testo non in linea con le riflessioni e i chiarimenti formulati nei nostri incontri e di fatto non colgono l’opportunita’ di un adeguamento delle norme che regolano la professione giornalistica attraverso un confronto, piuttosto che mediante interventi autoritativi esterni, eventualmente realizzati dal legislatore. Prendo d’altra parte atto del contenuto dell’ordine del giorno riportato nella Sua nota e Le rappresento con l’occasione che il Garante non intende esercitare i poteri sostitutivi eventualmente offerti dall’art. 139 del Codice in materia di protezione dei dati personali. Non essendoci pertanto le condizioni per una sua revisione, il Garante – conclude Soro nella lettera – continuera’ ad applicare il codice di deontologia vigente, nell’ottica e con l’impegno di assicurare il massimo rispetto dei valori costituzionali sopra enunciati”. (ansa)

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