La decisione era nell’aria ma adesso è certezza. Il Senato francese ha deciso di imporre una tassa per gli internet provider e gli operatori di telefonia mobile, per compensare le perdite – stimate in 450 milioni di euro l’anno – dovute all’eliminazione parziale della pubblicità dalle reti di France Télévisions, entrata in vigore a partire dal 5 gennaio. La tassa sarà dello 0,9% sui servizi forniti da Cellcos e Isp, le cui entrate annuali (prodotte da abbonamenti e altro) eccedono i 5 milioni di euro.
Una modifica, voluta dal senatore Bruneau Retailleau (NI), consente a operatori e provider di dedurre una parte della somma dovuta, in modo da “incentivare gli investimenti di questi player nella copertura digitale del territorio”. Sono invece stati respinti alcuni emendamenti del gruppo comunista e dei Verdi che intendevano portare la tassa dallo 0,9% al 2%. Per contro, un emendamento del senatore dell’Unione centrista, Hervé Maurey, prevedeva, invece, un abbassamento dallo 0,9% allo 0,5%, in modo da “seguire le indicazioni della Commissione Copé”. Anche questo però è stato respinto.
Successivamente, il Senato ha votato una tassa modulabile che potrà variare tra l’1,5% e il 3% sulla pubblicità trasmessa dai canali televisivi privati che hanno entrate pubblicitarie superiori agli 11 milioni di euro.
Fabiana Cammarano
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