Francia, crisi editoria. Proposta tassa del 1% sulla pubblicità per finanziare titoli con scarse risorse pubblicitarie.

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In attesa degli Stati Generali dell’editoria in Francia, che inizieranno il 3 ottobre, gli attori ed i responsabili di tutti i settori, insieme ai sindacati dei dipendenti e dei datori di lavoro, si sono incontrati all’appuntamento annuale de la Fête de l’Humanité, dove, grazie alla presenza di Florence Philbert, direttrice generale dei media e delle industrie culturali presso il Ministero della Cultura si è fatto il punto sulla crisi dell’editoria in Francia e sui prossimi temi da affrontare nella Conferenza Generale dell’informazione.
Tra le ipotesi di discussione sul tavolo è una tassa dell’1% sulla pubblicità, ridistribuita ai giornali con scarse risorse pubblicitarie.
A tal proposito, Fabien Gay, direttore de l’Humanité , ha esordito ricordando che i sussidi alla cultura e alla stampa “non devono mai essere condizionati da alcuna fedeltà al potere; è la garanzia che l’arte non è mai soggetta a ordini, che rimane libera ed emancipatrice”.
Fabien Gay ha chiesto misure concrete: ” dobbiamo garantire, mantenere e difendere il pluralismo, in un contesto di concentrazione mediatica”, e “spetta allo Stato, tocca a noi esserne garante”. In questo contesto, “gli aiuti al settore della stampa non sono elemosine. (…) Servono a garantire un quadro finanziario resistente agli alti e bassi economici, perché l’accesso all’informazione e il pluralismo dei media sono nell’interesse generale delle democrazie. ”
Uno dei problemi principali in Francia sono i notevoli ritardi con cui La Poste consegna i giornali. Soprattutto in alcune aree dove la copertura del territorio non è capillare.

“La Poste  – continua Gay – ha l’obbligo di consegnare i giornali il giorno stesso. Il fatto che ciò avvenga solo nelle zone densamente abitate provoca una violazione dell’uguaglianza territoriale nel diritto all’informazione e non è accettabile ”.  Gay conclude infine attaccando le concentrazioni nel settore editoriale, che stanno diventando pericolose per la democrazia: “Diventa urgente rivalutare e rafforzare le leggi antitrust alla luce di queste ristrutturazioni, che mettono in pericolo il pluralismo dei media ”

La rappresentante del ministro, Florence Philbert, ha annunciato che gli Stati Generali interverranno oltre che sulla crisi dell’editoria (aumento del prezzo della carta, dell’energia, dell’inchiostro, dei trasporti) anche su una serie di temi quali “le condizioni per la produzione e la diffusione di un’informazione libera, indipendente e affidabile; educazione ai media e all’informazione; le condizioni per esercitare la professione di giornalista; modelli economici dell’informazione; regolamentazione del settore dell’informazione; la lotta contro l’ingerenza e la manipolazione dell’informazione, nonché l’indipendenza della redazione.
Il comitato direttivo sarà presieduto da Bruno Lasserre, presidente della Cada (commissione per l’accesso ai documenti amministrativi) ed ex vicepresidente del Consiglio di Stato, il vicedirettore generale di La Poste ed ex direttore stampa (Libération, Le Nouvel Observer) Nathalie Collin, la ricercatrice Camille François e l’ispettore generale delle finanze Anne Perrot. Il comitato lavorerà anche in collaborazione con la giornalista filippina Maria Ressa, vincitrice del Premio Nobel per la pace 2021.

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