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FORMIGONI ATTACCA GIORNALI E TV: “NESSUN AVVISO, CITINO LE FONTI”

Ci potrebbero essere sviluppi già nei prossimi giorni nell’inchiesta della Procura di Milano che vede indagato Roberto Formigoni in concorso con il faccendiere Pierangelo Daccò, il direttore generale dell’assessorato alla Sanità Calo Lucchina, l’ex assessore Antonio Simone e gli ex vertici e alcuni ex consulenti della Fondazione Maugeri. Accusato di concorso in corruzione e finanziamento illecito per via di mezzo milione di euro versati dall’ente con sede a Pavia e andati a rimpinguare i finanziamenti dell’ultima sua campagna elettorale, il governatore ha ribadito la sua posizione: “Vedo – ha affermato – che alcuni giornali e tv insistono nel sostenere senza prove che sarei indagato, talvolta citando loro anonimi informatori ma ribadisco, per il secondo giorno, di non aver ricevuto alcun avviso di garanzia”. “Attendo quindi, ma davvero serenamente – ha proseguito Formigoni – che la Procura di Milano proceda nelle indagini che so, in coscienza, mi vedranno immune da qualunque reato. Escano dunque dall’anonimato questi giornali, citino le loro fonti, se ne hanno, prendano atto che non sono la bocca della verità e non possono essere creduti solo perchè ‘lo dicono loro'”.
Intanto, in un’altra inchiesta, quella coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco e dal pm Carlo Nocerino su sospette irregolarità che riguardano i bandi, ora bloccati, per la sperimentazione di apparecchiature ad alta tecnologia scientifica per la cura dei pazienti, spunta un verbale di un testimone che ha parlato di presunte “pressioni” da parte di Formigoni e di “esponenti della General Eletric” relative alla gara per l’acquisto di 135 ecoscopi da destinare a Niguarda e all’ospedale di Lecco.

Gli inquirenti, da quanto si è appreso, avrebbero intenzione di approfondire le dichiarazioni rese da un dirigente di Niguarda: aveva raccontato che Pasquale Cannatelli, il manager (anche lui indagato assieme a Lucchina e ad altre 26 persone) alla guida dell’azienda ospedaliera milanese, “si era lamentato del forte ritardo nell’avvio della gara (per la quale la Regione aveva già stanziato un milione e 100 mila euro) e per il fatto di aver subito pressioni di Formigoni e da esponenti della General Eletric”. In sostanza, gli accertamenti dei magistrati punterebbero a capire cosa si nasconda dietro queste parole tutte da verificare e cioè se il governatore ha caldeggiato o meno il progetto, uno di quelli nel mirino dell’ indagine, ed eventualmente per quali motivi.

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