Agire «presto, su più fronti, per tutelare l’occupazione ed il diritto ad un pluralismo dell’informazione, sale della democrazia». E’ quanto chiede la Federazione nazionale della stampa italiana sottolineando come «per l’editoria non profit, di partito, cooperativa, di idee, delle minoranze linguistiche e degli italiani all’estero, esiste un fuori tempo massimo. Preso atto, infatti, dell’impegno del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Peluffo, a recuperare, entro pochi giorni, una somma certa dal cosiddetto ‘Fondo Letta’, la Fnsi rileva che l’esame del decreto ‘Mille Proroghe’, attualmente al Senato, può essere un’occasione per approvare emendamenti di garanzia, opportunamente presentati in forma bipartisan, utili a risolvere la drammatica situazione in cui versano decine e decine di testate».
«Dopo la sospensione della pubblicazione di Liberazione – aggiunge la Fnsi – attualmente in una delicata trattativa per uno spiraglio di ripresa, e dopo l’analoga, obbligata, situazione de La Cronaca di Piacenza e di Cremona, oggi si è aggiunta, anche, la notizia del blocco dell’attività, e cassa integrazione per 35 giornalisti, dell’Informazione-Domani di Bologna, Reggio Emilia e Modena. In questi due ultimi casi pesano anche accertamenti istruttori in corso. Altro punto di crisi è il Manifesto, testata storica della sinistra, costretto ad affidarsi ad una gestione in ‘liquidazione’. Ricordiamo che la certezza dei finanziamenti è fondamentale per l’accesso al credito senza il quale è impossibile la prosecuzione delle attività».
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