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FNSI: FORTE PREOCCUPAZIONE PER I TAGLI AI FONDI EDITORIA

Il sindacato dei giornalisti (Fnsi) esprime allarme per il taglio dei fondi all’editoria che si profila per l’anno in corso (tra il 18 e il 20%, tra 30 e 35 milioni di euro rispetto al 2009) emerso dall’audizione del sottosegretario all’Editoria, Paolo Bonaiuti, in ordine alla proposta di nuovo regolamento per l’erogazione dei contributi di settore. Il Sindacato dei giornalisti non ha mai fatto mancare una sua decisa azione per la trasparenza, ma ribadisce in una nota, che non si possono introdurre nuove regole sapendo che mancano i finanziamenti su cui il settore, sulla base delle norme in vigore, ha programmato la propria attività.
La Fnsi esorta il Sottosegretario Bonaiuti e il Governo a ripristinare la certezza dei Fondi, ed inoltre a non far gravare sull’editoria il costo di oneri postali, causati da tariffe di spedizione dei giornali superiori ad altri Paesi in assenza di concorrenza di mercato. La Fnsi chiede che, in ogni caso, le modifiche regolamentari sui contributi all’editoria, con un decreto legislativo che cambia numerosi articoli di legge che regolano la disciplina del settore, non debbano entrare in vigore se non dopo un biennio, allo scopo di consentire una transizione non traumatica verso un eventuale nuovo quadro, che si auspica condiviso.
Nella nota, la Federazione della stampa ribadisce che l’editoria “ha bisogno di un intervento riformatore complessivo, regolatore di sistema, che affronti i nodi dei conflitti di interesse, assuma con nettezza il pluralismo quale principio e condizione da garantire in quanto interesse pubblico primario e prevalente su ogni altro, realizzi un piano regolatore del mercato pubblicitario idoneo a superare gli attuali abnormi squilibri”.
E’ indispensabile e urgente un tavolo istituzionale con tutte le parti sociali per un cambio di passo in questa direzione. Il Consiglio nazionale della Fnsi invita infine, a questo scopo, la Segreteria e la Giunta esecutiva a sostenere la convocazione degli stati generali del settore e a verificare l’opportunità di promuoverli anche direttamente, d’intesa con le altre parti sociali”.

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