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Fnsi: fondi settore non sono bancomat per privati o tagli

I fondi per il settore dell’editoria “non sono bancomat per privati ne’ per tagli facili all’occupazione”, tutt’altro. Lo dice in un documento la Fnsi, la cui Giunta esecutiva si e’ riunita ieri a Roma ed ha “riconfermato tutto il suo impegno per incoraggiare rinnovamento e sviluppo del sistema editoriale italiano, nel rispetto e nella valorizzazione dell’occupazione giornalistica”. Valorizzazione “indispensabile per un’informazione professionale da elevare qualitativamente e di reale valore comunitario, oltre che industriale”. Ma e’ “necessario rinsaldare gli elementi di credibilita’ per affrontare con fiducia le trasformazioni e il futuro”
Ed e’ con questo orientamento – aggiunge il documento – che “la Fnsi sta affrontando la stagione del rinnovo contrattuale e con sano realismo e spirito di equita’ sociale esamina le situazioni di difficolta’ oggettiva che si manifestano in diverse imprese”. Al tempo – sottolinea il sindacato nazionale dei giornalisti – “non e’ pensabile che a questo atteggiamento di grande responsabilita’ corrispondano, in alcuni casi, vere e proprie tentazioni di pianificazione di disagi con lo scopo di ottenere un tesserino tipo bancomat per acquisire quote di fondi per la socialita’ con cui ridurre gli organici”, ovvero accesso ai prepensionamenti. La Giunta della Fnsi rivolge quindi agli editori “un forte richiamo alla responsabilita'”, mentre associazioni di stampa, comitati di redazione e i giornalisti tutti sono invitati “alla cautela perche’ non siano affrontati con leggerezza propositi di ristrutturazioni o prepensionamenti. I finanziamenti all’editoria previsti per lo sviluppo e i sostegni sociali ai lavoratori e ai giornalisti delle imprese in reale difficolta’ che vogliano investire sul futuro e nuove professionalita’ non puo’ essere un bancomat privato per alcuno”. Detto questo, la Giunta esecutiva della Fnsi rimarca che “allo stato, peraltro, la ‘spendibilita” del fondo triennale per il settore non e’ ancora esecutiva”, si e’ in attesa del decreto governativo che dovra’ preliminarmente valutare le osservazioni e le istanze delle parti sociali “sulla base di criteri di oggettivita’, trasparenza ed equita’.  Diffondere panico tra i lavoratori o promuovere corse verso un ‘bancomat’ inesistente e’ profondamente sbagliato per chiunque se ne renda protagonista”.  La Fnsi, infine, assicura piena asssistenza sociale e sindacale a “tutti i colleghi colpiti dalla crisi dell’editoria”.

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