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Fnsi contro Meloni: “No alle dietrologie”

Giorgia Meloni finisce nel mirino della Fnsi. La premier, ieri, durante la presentazione alla stampa della manovra economica del governo ha battibeccato con alcuni dei giornalisti presenti in sala. I cronisti le chiedevano più tempo per le domande mentre lei spiegava di dover lasciare il tavolo a causa di impegni istituzionali pregressi. Lo scontro si è poi allungato, con uno dei giornalisti che l’accusava di aver fatto un’introduzione troppo lunga proprio per sottrarsi alle domande e la premier che rinfacciava ai cronisti gli “applausi” tributati all’ex premier Mario Draghi.

Per la Fnsi, però, Giorgia Meloni dovrebbe rivedere il suo comportamento. Il segretario generale Raffaele Lorusso in una nota ha affermato: “Chi ricopre cariche pubbliche ha il dovere di rispondere alle domande. Né può pensare di liquidare con insinuazioni e dietrologie i giornalisti che cercano di ottenere risposte, perché questo in democrazia è un preciso dovere per chi fa informazione”. Dunque ha spiegato: “Va per questo respinta con forza, perché inaccettabile nella forma e nella sostanza, la reazione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alle richieste dei giornalisti di rivolgerle altre domande al termine della conferenza stampa di presentazione della manovra economica”.

Ma non è finita qui. Il segretario Fnsi incalza la Meloni: “È indubbio che un capo di governo sia oberato di impegni, ma una migliore organizzazione dei tempi, specie quando si discute di temi delicati per la vita del Paese, è sempre possibile. Con l’auspicio che ciò possa avvenire in futuro, non sarebbe male se i cronisti prendessero l’abitudine, come pure talvolta è avvenuto in passato, di non partecipare o abbandonare i comizi camuffati da conferenze stampa di cui, non da oggi, ci sono numerosi esempi lungo tutto lo Stivale”.

Dunque Lorusso ha concluso: “Sarebbe un modo per stigmatizzare in modo chiaro e inequivocabile di fronte all’opinione pubblica i comportamenti di chi continua a confondere il lavoro dei giornalisti con quello, pure prezioso e rispettabile, delle proprie segreterie particolari”.

Luca Esposito

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