Privacy

Firmato dall’Italia il Protocollo emendativo della Convenzione 108 sulla protezione degli individui rispetto al trattamento automatizzato dei dati personali

E’ stato firmato dall’Italia il Protocollo emendativo della Convenzione 108 sulla protezione degli individui rispetto al trattamento automatizzato dei dati personali. Il documento è stato sottoscritto dal Rappresentante permanente per l’Italia presso il Consiglio d’Europa, ambasciatore Michele Giacomelli, alla presenza del vice-segretario generale del Consiglio d’Europa Gabriella Battaini-Dragoni.

L’adozione del Protocollo segna la conclusione del processo di modernizzazione della Convenzione 108, ad oggi l’unico strumento sulla protezione dei dati vincolante a livello internazionale. La Convenzione modernizzata, detta anche “Convenzione 108+”, risponde alle molte sfide dettate dallo sviluppo delle nuove tecnologie e della globalizzazione, assicura la tenuta dei principi della Convenzione e ne rafforza i meccanismi di effettiva implementazione.

Come l’originaria Convenzione, il Protocollo garantisce standard elevati di protezione in una cornice normativa flessibile, che facilita l’adozione da parte di un ampio numero di Paesi, inclusi quelli che non fanno parte del Consiglio d’Europa e ai quali il Protocollo è aperto. Costituisce, inoltre, un punto di raccordo importante tra i diversi approcci regionali, incluso il Regolamento (UE) 2016/679, che colloca l’adesione da parte di Paesi terzi alla Convenzione 108 tra i criteri da considerare nella valutazione di adeguatezza di tali Paesi nel contesto dei trasferimenti di dati extra-Ue (considerando 105).

Molte le novità contenute nella nuova Convenzione: da una parte il rafforzamento degli obblighi del titolare tra cui il principio di accountability, una maggiore trasparenza nei trattamenti, la valutazione preventiva dei rischi del trattamento, i principi di privacy by design e by default, la notifica dei data breach. Dall’altra, l’ampliamento dei diritti degli interessati, compreso il diritto a non essere soggetto a decisioni puramente automatizzate e a conoscere la logica del trattamento.

Il Protocollo rafforza, inoltre, i compiti delle autorità di protezione dati e del Comitato della Convenzione, chiamato a svolgere un ruolo specifico nel processo di valutazione dell’effettivo rispetto dei principi della Convenzione, che deve essere assicurato dai Paesi che intendono aderire ad essa, nonché dei Paesi che, pur essendo già parti, saranno comunque sottoposti ad una verifica riguardo l’osservanza della Convenzione.

Ivan Zambardino

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