”La conclusione della vicenda giudiziaria relativa ai finanziamenti pubblici a L’Avanti con il patteggiamento a una condanna di tre anni e otto mesi di reclusione da parte dell’ex direttore factotum Walter Lavitola, nel processo per truffa e bancarotta fraudolenta, evidenzia il valore della linea del rigore e della trasparenza. La Fnsi, da anni su questa linea, non puo’ non cogliere l’occasione per ribadire che i fondi pubblici sono necessari per sostenere un sistema dell’informazione che non viva solo della sua dimensione commerciale ma che vadano anche impedite e stroncate le operazioni truffaldine. Occorre continuare ad innalzare l’asticella delle regole e dei controlli per impedire che pochi soggetti, abilissimi quanto sconsiderati nel costruire ‘scatole’ per succhiare soldi pubblici danneggino il sistema dell’editoria plurale e profittino del lavoro e della buona fede di tanti operatori”. Lo afferma una nota.
”Come gia’ stabilito dai nuovi regolamenti dell’editoria, sostenuti con forza dalla Fnsi, le risorse pubbliche debbono essere destinate esclusivamente a giornali veri, fatti da giornalisti al lavoro senza ricorso ad espedienti di capifila imprenditoriali”, conclude il comunicato
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