«La Federazione Italiana degli editori di giornali, esaminando l’esito degli incontri tecnici tenuti nei giorni scorsi con Poste presso la Presidenza del Consiglio dei ministri a seguito del tavolo politico del 7 aprile a Palazzo Chigi, ha dovuto constatare con grande preoccupazione la sospensione delle trattative». Lo spiega una nota della Fieg. «È passato quasi un mese dall’innovazione tariffaria del 1 aprile che comporta per gli editori, e in prospettiva per gli abbonati, aumenti dei costi di spedizione pari, in media, al 120% per i quotidiani e del 100% per i periodici – continua la federazione degli editori -, e non si vede ancora una via d’uscita.
Per il 2010 poi l’incremento, del tutto inaspettato e incidente ad anno iniziato, produce un danno non rimediabile alle aziende che hanno adottato politiche commerciali e di marketing basandosi sulle tariffe preesistenti. Eppure gli editori hanno dimostrato la volontà di sobbarcarsi una parte, significativa ma sostenibile, di quell’incremento».
Per tutto questo «gli editori associati alla Fieg sottolineano la gravità della situazione, che rischia di compromettere definitivamente la distribuzione attraverso il canale postale e quindi gli abbonamenti, incidendo ancora una volta pesantemente sui bilanci delle imprese editoriali e sulla tasca dei lettori».
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