Editoria

Fieg: “Pirateria incide su sostenibilità dell’editoria”

Fieg applaude all’ultima operazione anti pirateria che ha portato alla chiusura di trentadue canali Telegram che diffondevano giornali gratis. La Guardia di Finanza ha chiuso gli hub telematici su cui si passavano agli utenti quotidiani, riviste, mensili e settimanali. Un segnale più che positivo, di attenzione da parte delle forze dell’ordine.  A tutela della legge e di un settore economico, quello editoriale, che assicura – oltre a decine di migliaia di posti di lavoro in tutta Italia – anche l’applicazione di importanti e irrinunciabili diritti costituzionali.

Il presidente Fieg Andrea Riffeser Monti ha così reagito al colpo inferto ai danni della pirateria dalle forze dell’ordine. “Siamo molto soddisfatti per l’azione del Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guarda di Finanza, al comando del Generale Renzo Nisi, e della Procura della Repubblica di Roma. Che ha portato al sequestro di 32 canali Telegram, Facebook, Instagram, Twitter e di siti Internet che pubblicavano illegalmente giornali e riviste, italiani e stranieri. Si tratta di un ulteriore importante risultato nella lotta alla pirateria digitale. Fenomeno che ha visto un consistente incremento anche a causa dell’emergenza sanitaria. Ma che, grazie alla collaborazione da tempo in essere tra gli uffici della Fieg e il reparto speciale della Guardia di Finanza, può essere contrastato in maniera sempre più efficace e significativa”.

Ma non è tutto. Riffeser Monti ha infatti “rivendicato” la collaborazione avviata con le forze dell’ordine. Che ha portato già nei mesi scorsi a diverse e importanti operazioni contro la pirateria online. A tutela del lavoro dei giornali e degli editori.

Dunque ha concluso. “Confidiamo che, grazie al lavoro degli inquirenti e all’impegno profuso dagli organi di polizia giudiziaria. Si individuino tempestivamente le responsabilità, anche individuali, degli illeciti, per continuare a contrastare un fenomeno che incide significativamente sulla sostenibilità del settore editoriale e sul pluralismo dell’informazione”.

Luca Esposito

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