Editoria

Fieg chiama Meloni: “Un patto per l’informazione”

Fieg scrive a Meloni: subito un patto per l’informazione finalizzato a ricucire la fiducia tra gli italiani e la loro classe politica. Gli editori scendono in campo e, in attesa di chi sarà il sottosegretario con delega all’editoria, scrivono un appello alla neopremier ricordandole le necessità del settore e le iniziative che sono state avviate dai precedenti governi e quelle che, invece, sono state messe in campo dai partner europei per sostenere la libertà di stampa e, dunque, il pluralismo.

Il presidente della Fieg Andrea Riffeser Monti si è rivolto a Meloni direttamente. “Al Patto di legislatura presentato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alla quale vanno gli auguri di buon lavoro di tutto il settore, invitiamo ad affiancare un Patto per l’informazione, per ricostruire la fiducia tra istituzioni e cittadini. Patto che si dovrebbe basare su interventi concreti per il sostegno pubblico all’editoria e sulla trasparenza e sulla responsabilità di chiunque operi in Rete”.

Quindi ha aggiunto: “Non è più tollerabile che in Rete si perpetuino condotte prive delle più basilari garanzie di correttezza e di responsabilità, con grave danno per l’informazione.  Occorre, poi, consolidare gli interventi di sostegno pubblico all’editoria, rendendoli strutturali con risorse pubbliche adeguate anche a supporto della transizione al digitale”.

Ma non basta. Riffeser Monti ha proseguito: “Nella legislatura appena conclusa abbiamo registrato con soddisfazione la convergenza di tutte le forze politiche presenti in Parlamento a sostegno dell’editoria professionale con un ruolo particolarmente attivo dell’opposizione che ha portato ad un rafforzamento degli interventi”.

Sul tema del sostegno all’informazione, Fieg ha ricordato a Meloni che “Le misure di sostegno pubblico all’editoria sono diffuse in tutta Europa. Da una recente indagine comparativa della Presidenza del Consiglio dei ministri emerge che le misure adottate in Italia a favore del settore editoriale non costituiscono né un unicum né un modello a sé stante nel panorama europeo, anzi il nostro Paese è penultimo nell’Unione europea per risorse dirette pro capite impiegate a favore dell’editoria”.

Luca Esposito

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