Il direttore del ‘Giornale’, Vittorio Feltri, sferra un duro attacco ai giornalisti del ‘Corriere della Sera’ per la decisione di scioperare nella giornata di ieri. In un editoriale in prima pagina osserva: “Siamo stupiti e perfino avviliti nel constatare che qualcuno si permetta ancora il lusso di non lavorare in un momento difficile per l’economia e difficilissimo per l’azienda Corriere che perde cento milioni l’anno”. “Le motivazioni dell’astensione – osserva Feltri – oltre che assurde sono meschine, come risulta dal comunicato del sindacato interno: si tratta di una protesta contro il direttore Ferruccio De Bortoli, reo di aver assunto un caporedattore e di averne trasferito un secondo da un settore a un altro. Il che vuol dire, secondo i tribuni sindacali e chi va loro appresso, che il responsabile della testata non ha facoltà di organizzare il lavoro come ritiene più opportuno se non ha l’assenso dei signori redattori”.
“Evidentemente – sottolinea Feltri – i signori del Corriere sono convinti di essere affrancati dal bisogno di rispetto delle leggi di mercato e pensano di ricevere lo stipendio per diritto divino. Non sanno, o fingono di non sapere, che il loro è un quotidiano simile a tutti gli altri e che, avendo i conti disastrati, è già un miracolo riesca a stare in piedi”.
Egidio Negri
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