Alcuni dati sugli utenti di Facebook tali da consentire di estrapolarne nome, interessi e liste di amici sono stati inviati a compagnie pubblicitarie nonostante le rassicurazioni del social network. Lo scrive oggi il Wall Street Journal, che fra i siti ‘incriminati’ cita anche MySpace e altri siti sociali.
La pratica consiste nell’inviare agli inserzionisti i nomi utente o i numeri di identificazione di coloro che cliccano su un annuncio promozionale. Da alcune di queste informazioni sarebbe però possibile risalire ai profili individuali degli internauti, a seconda del sito e delle impostazioni per la privacy selezionate dagli utenti. In particolare da Facebook, scrive il Journal, che a differenza di altri social network richiede agli utenti di iscriversi con nome e cognome reali. Tra le compagnie che avrebbero ricevuto questi dati il quotidiano indica Google, DoubleClick e Yahoo!, ma tutte hanno negato di essere a conoscenza di dati ‘extra’ ricevuti dai social network e hanno affermato di non averli quindi mai utilizzati.
Interpellato dal Journal, un portavoce di Facebook ha riconosciuto che sono stati passati alle compagnie pubblicitarie dati che consentivano di risalire al profilo pubblico dell’utente, ma ha precisato che il sito ha posto rimedio al problema non appena ne è venuto a conoscenza e che sta lavorando affinché il codice condiviso con i pubblicitari non contenga alcun identificativo personale.
L’estate sta finendo, è tempo di tornare a scuola ed è già polemica per l’ennesimo…
Per anni la trascrizione automatica è stata una funzione utile ma imperfetta. Si registrava una…
L’unica certezza, sempre che si possa definire tale, è che Sigfrido Ranucci non sarà più…
La pubblicità online di giochi e scommesse sta diventando un terreno sempre più difficile da…
C’è un contratto in scadenza, ma dicono tutti che non c’entra. Il tema non è…
“Una character assassination che non ha precedenti nella storia del nostro Paese”. Ne è sicuro,…