In un periodo in cui si discute molto delle sanzioni penali a carico dei giornalisti appare molto interessante la sentenza n. 17259 del 5 giugno 2020 con cui la quinta sezione della Corte di Cassazione ha annullato la condanna inflitta dalla Corte di Appello di Roma a Ezio Mauro, allora direttore de La Repubblica, e a Giovanna Vitale.
L’accusa a carico dei giornalisti è relativa a due articoli del 2013 pubblicati sul quotidiano di Via Solferino e reputati lesivi della reputazione dell’ing. Valter Di Maio, in relazione a delle assunzioni da parte del Comune di Roma ritenute non in linea con una buona amministrazione. Nelle motivazioni la Corte di Cassazione ha dato ampio rilievo alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, con particolare riferimento ai rischi sull’effettività della libertà d’espressione per l’incriminazione del giornalista per diffamazione nell’ipotesi in cui questa non sia esplicitamente prevista dalla legge. Il discrimine, quindi, tra diritto di cronaca, particolarmente dedicata complesso nell’ipotesi di cronaca giudiziaria per l’evidente presenza di quadri accusatori da confermare, e diffamazione va inquadrato nell’ambito del più generale concetto di correttezza professionale.
Alleghiamo la sentenza Cassazione Mauro
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