Gli enti non profit percettori del 5 per mille devono rendicontare la destinazione delle somme percepite o predisporre un bilancio conforme alle linee guida fornite dall’Agenzia per il Terzo settore. Pena il riversamento della quota percepita, con aggiunta della rivalutazione monetaria e degli interessi legali. Questa una delle indicazioni contenute nel documento messo a punto dalla commissione «non profit» del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (www.cndcec.it). Il documento ricorda come le erogazioni liberali rappresentino un sostentamento cruciale e reale per gli enti che non perseguono finalità lucrative, nella diversa forma di detrazione d’imposta o di deduzione dal reddito imponibile,
dovendo ulteriormente tenere conto che, per le persone fisiche e i soggetti assimilati (società
semplici ed enti non commerciali) vige il principio di cassa.
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