“Inoltre – scrive ancora il segretario nazionale dell’Ordine dei Giornalisti – i ricavi pubblicitari delle tv locali, in base a uno studio di Confindustria Radio tv, erano pari a 481 milioni di euro nel 2012: a fine 2014 si arriverà a 400 mln. Gli addetti, che erano 4.388 nel 2012, caleranno drasticamente a quattromila unità. L’emittenza radiotelevisiva locale (ma nello stesso ambito non escludo carta stampa e internet) costituisce un patrimonio del territorio in cui opera, perché interagisce con cittadini ed enti locali, dà posti di lavoro e offre a piccoli e medi imprenditori di farsi pubblicità a costi contenuti, cosa che sarebbe impossibile sui network nazionali. Per rilanciare il comparto servono politiche specifiche e non pannicelli caldi come il recente decreto Lotti che sulla carta favorisce prepensionamenti e nuove assunzioni (ogni tre prepensionati un nuovo assunto) ma di fatto non cambia di molto la situazione e manda in rovina l’Inpgi, l’istituto di previdenza, costretto a pagare pensioni di una certa portata a fronte di nuovi contributi per forza di cose irrisori”.
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