L’Italia è uno degli ultimi Paesi d’Europa in fatto di lettura. Ma che facciamo per favorire la lettura? Una delle ultime mosse del governo è stata la promulgazione di un decreto che elimina le tariffe postali agevolate per l’editoria e danneggia soprattutto le piccole case editrici che sopravvivono senza incentivi statali, che ‘scommettono sulle librerie e i lettori e diffondono cultura, pluralità di opinioni e di sapere’.
Ormai i tagli stanno diventando selvaggi e indiscriminati, facilmente giustificati dalla mancanza di soldi. Ma contemporaneamente ci arrivano all’orecchio notizie di spese altrettanto indiscriminate, ci arrivano notizie di corruzioni diffuse, sprechi indicibili e incapacità di controllare le entrate del fisco.
Le grandi case editrici hanno le loro reti di distribuzione, per cui non saranno toccate che in parte, ma tutti quegli impresari di cultura che spesso lanciano i nuovi scrittori, che cercano di riempire i vuoti delle province più periferiche, che portano avanti progetti culturali dal basso, vengono puniti e messi a tacere con un decreto che li colpisce nella libertà di movimento.
(Dalla rassegna stampa ccestudio.it)
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