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E SE BERLUSCONI FOSSE MURDOCH?

«Ve lo immaginate Silvio Berlusconi al posto di Rupert Murdoch?» È la domanda con cui apre un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano. Il paragone, diciamolo, è inevitabile dopo che tutti abbiamo assistito – quasi increduli, abituati come siamo alla prassi italiana dell’insabbiamento – all’audizione nella quale i parlamentari inglesi hanno messo sotto torchio prima il magnate australiano della News Corporation insieme al figlio James, e poi David Cameron. Ore di domande senza sconti, i parlamentari britannici li hanno incalzati sul caso delle intercettazioni illegali organizzate dalla testata News of the World, poi chiusa per lo scandalo. E SkyTg24, televisione italiana di proprietà dello stesso Murdoch, ha trasmesso tutto in diretta, con traduzione simultanea, senza filtri.
Sarebbe possibile la stessa scena in versione italiana? Con Silvio Berlusconi davanti ad una commissione d’inchiesta del Parlamento? Certamente sulle domanda da rivolgergli non c’è che l’imbarazzo della scelta. E l’articolo del Il Fatto ne suggerisce qualcuna: «Chi furono i suoi primi finanziatori nascosti dietro alcune società fiduciarie? Che cosa faceva esattamente nella sua residenza di Arcore il mafioso Vittorio Mangano? Chi ha pagato la difesa legale dei manager della Fininvest poi condannati definitivamente nei processi per le mazzette versate alla Guardia di Finanza? Come mai ha ritenuto di dover portare in Parlamento ben due di loro, Salvatore Sciascia (pregiudicato per corruzione) e Massimo Maria Berruti (pregiudicato per favoreggiamento)?» E ancora: «Davvero dormiva su una poltrona la notte in cui fu recapitata presso la sua abitazione di Arcore l’intercettazione di Piero Fassino sulla scalata Unipol, ottenuta illegalmente? Come mai arrivò sulla sua scrivania il video compromettente che riguardava il governatore del Lazio Piero Marrazzo?» Il tutto, naturalmente, trasmesso in diretta tv su Canale 5, o Italia Uno, o Retequattro. Certo la scena appare surreale ma, forse, le conclusioni a cui arriverebbe il Presidente del Consiglio sarebbero le stesse a cui è arrivato David Cameron: «Troppo potere al media». Ma i rimedi proposti completamente diversi. Cameron ha annunciato che l’inchiesta sulle intercettazioni coprirà non solo la carta stampata, ma anche le televisioni, Internet e i social media. Inoltre, esaminerà se sia opportuno cambiare la legge sulla proprietà degli organi d’informazione. «Non dovremmo permettere che un gruppo diventi così potente», ha detto, riferendosi non solo a News Corp, ma anche alla Bbc. Cameron non esclude che sia opportuno staccare dal mondo politico la decisione su a chi appartengono gli organi d’informazione. «Dobbiamo essere – ha sottolineato – al di sopra di ogni sospetto». Davvero fantascienza, per l’Italia.
Fabiana Cammarano

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