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DUE GIORNI DI SCIOPERO A FINANZA&MERCATI

Ecco il comunicato integrale del Cdr

“Fino ad aprile l’azionista non apporterà liquidità”, ha riferito nei giorni scorsi al Cdr il liquidatore Aldo Bruno. Cosa avviene in aprile? Il giorno 20 è convocata l’assemblea dei creditori, che dovrà esprimere il voto favorevole o contrario alla proposta di concordato in continuità di Editori PerlaFinanza. Uno dei maggiori creditori è Intesa Sanpaolo. Crediamo di sapere che, al momento, è orientata a votare contro. La deduzione è spontanea e non ci sembra avventata: fino a che non ha certezza di una diversa valutazione, o fino al voto favorevole, l’azionista non intende rischiare i 350mila euro (in conto aumento di capitale post-omologa) per i quali si è impegnato davanti al tribunale fallimentare di Milano.
Esiste una fidejussione a garanzia dell’impegno, ma non sappiamo se e quando il liquidatore e il commissario intendano avvalersene. I soldi non servono solo per gli stipendi dei giornalisti e di tutti i dipendenti; servono anche per i fornitori, che ogni giorno minacciano di interrompere la stampa o la distribuzione; e altri che hanno già interrotto le loro prestazioni. Lo studio Leoni, per esempio, non elabora più le buste paga, l’assistenza non effettua più la manutenzione dei computer, perfino le lampadine non vengono sostituite e le pulizie sono saltuarie. E comunque non è lecito condizionare la liquidità prevista nella fase pre-omologa, al buon esito della procedura.
Abbiamo fatto di tutto, come documentano i comunicati apparsi nei giorni scorsi: non abbiamo avuto alcuna risposta, la proprietà si è rifiutata di incontrare il Cdr e perfino gli impegni scritti (e in parte non mantenuti) si sono trasformati in vaghe promesse. Analoga “non risposta” dal liquidatore ha ricevuto la Federazione nazionale della stampa, che – insieme all’Associazione lombarda dei giornalisti – segue costantemente il caso di Epf, ci assiste e non fa mancare i consigli dell’esperienza, compreso l’invito alla cautela (per evitare danni maggiori ai dipendenti stessi) che fino ad oggi abbiamo condiviso anche nei fatti, e ancora condividiamo in via di principio.
Non ci resta che attuare la protesta massima (e per noi onerosa) dello sciopero preannunciato nei giorni scorsi. Per ora, due giorni: domani non sarà in edicola Finanza&Mercati; sabato il settimanale Borsa&Finanza e il mensile TuttoFondi. A meno di novità decisive: mentre il gruppo Coppola assiste al naufragio, vogliamo credere che esista un commissario “defalco” che alzi il telefono e urli all’editore: «Vada in banca, damn it!»

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