Dopo il Sì al referendum, Crimi vuole regolare i conti con i giornali

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Don Vito non le manda certo a dire. Perché per lui se c’è un problema c’è un mandante ed il mandante sono i giornali ed i giornalisti.

Non ci sono grigi, né bianchi, né neri. Don Vito ha una sola certezza, che il problema è l’informazione. Che va azzerata, annullata, perché i privati non possono condizionare la linea editoriale dei giornali, altrimenti c’è conflitto d’interessi. E lo Stato non deve sostenere i giornali altrimenti condiziona i giornali.

Che il mercato non funzioni, che esista una crisi di sistema, che la concentrazione editoriale sia sempre dietro la porta, per Don Vito sono quisquilie, pinzillacchere, bazzecole. Lui si gonfia il petto e minaccia, si fa forte, perché è forte, perché lui interpreta il volere dei cittadini, di tutti, nessuno escluso, chi non ama Vito Crimi un lobbysta è, è.

Se lui litiga all’interno del movimento cinque stelle la colpa è di qualche becero giornalista che ci ha messo il suo, se i parlamentari non pagano la quota alla piattaforma Rousseau ci sarà sempre qualche giornale che ci ha messo zizzania, perché così è. E pure se Di Maio non lo saluta più, non è un problema, Dibba di qua, questo di là, chiudi un giornale e risolvi il problema.

Don Vito interpreta il volo popolare come nessuno sa; perché nessuno, a parte Don Vito, ha capito che gli italiani hanno votato sì per ridurre il numero dei parlamentari, ma intendevano dire che insieme ai parlamentari bisogna chiudere questi giornali e silenziare i giornalisti. Tanto ci pensa Don Vito.

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