Domani il decreto sviluppo (A.C. 4357) comincia il rush finale in Aula alla Camera ma, intanto «a poche ore dal termine dell’attività della commissione, non si è ancora iniziato a votare a causa delle diatribe interne alla maggioranza. Su questioni fondamentali la maggioranza non ha ancora trovato l’accordo, dunque non c’è alcun testo da votare». Lo afferma il vice capogruppo dell’Italia dei valori alla Camera, Antonio Borghesi. «Comunque vada – aggiunge Borghesi – è un decreto che di sviluppo ha solo il nome. Poche risorse, pochi interventi degni di nota, salvo che Tremonti, che parla di riduzione dei costi della politica, nei fatti istituisce in modo centralista una fondazione per il diritto allo studio degli studenti universitari, che costerà non meno di 1 milione di euro l’anno, quando in ogni sede esistono già gli enti regionali per il diritto allo studio con gli stessi scopi e con costi molto più bassi». (Asca)
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