«Telecom Italia si dia pace: vigileremo al Senato affinché l’emendamento sul cosiddetto ultimo miglio venga mantenuto così come è stato approvato alla Camera, nonostante il pressing asfissiante che stanno portando avanti i nostalgici dei monopoli». Lo afferma in una nota Gianni Fava, deputato della Lega Nord in Commissione Attività produttive e primo firmatario dell’emendamento. «L’unica vera liberalizzazione fatta da quando c’è Monti – spiega Fava – non l’ha fatta il Governo ma il Parlamento, approvando un emendamento al dl Semplificazioni, presentato dalla Lega Nord, che incide positivamente per una maggiore concorrenza nella telefonia fissa. La norma approvata prevede la possibilità per gli operatori alternativi a Telecom Italia di poter pagare solo l’accesso al cosiddetto ultimo miglio della rete di Telecom e non anche per servizi accessori (quali la manutenzione), che oggi devono essere pagati a prescindere dal fatto che poi se ne faccia ricorso o meno. La norma rimuove quindi – osserva Fava – un vantaggio economico indebito per Telecom e produce vantaggi invece per tutti i consumatori. Difenderemo questa norma anche al Senato anche perché ha riscosso il consenso unanime di tutte le forze politiche».
Sul merito dell’emendamento, però, è stata presentata una denuncia al Commissario europeo Neelie Kroes (foto) da parte dell’Associazione europea degli operatori di telecomunicazioni (ETNO) a causa di una probabile l’incompatibilità della misura con le norme comunitarie che regolano il settore delle comunicazioni elettroniche. La norma metterebbe a rischio l’indipendenza dell’Autorità nazionale di regolazione (Agcom), poiché non rispetta le competenze ad essa assegnate dalla normativa europea in materia di imposizione di obblighi sui servizi regolati di accesso alla rete. Un posizione confermata anche dal Berec, l’organismo dei regolatori europei per le comunicazioni elettroniche, che ha riscontrato una violazione del principio che prevede decisioni indipendenti da parte dei regolatori nazionali». Per il Berec, «la regolamentazione dell’accesso e dell’interconnessione, così come dei servizi di unbundling, sono chiara competenza del regolatore nazionale», ovvero l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.
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