Ieri è iniziato l’iter al Senato del ddl di conversione del dl per il riordino dei contributi alle imprese editrici (decreto-legge 18 maggio 2012, n. 63). Il provvedimento è stato assegnato il 21 maggio alla Commissione Affari Costituzionali del Senato. Il relatore o i relatori non sono ancora stati ufficialmente nominati. Nel corso della seduta sono stati illustrati i contenuti del decreto-legge ed è stata approvata la proposta di parere favorevole, avanzata dal presidente Carlo Vizzini (UDC-SVP-Aut.), sulla sussistenza dei presupposti costituzionali.
Il decreto-legge introduce misure di razionalizzazione nella distribuzione delle risorse destinate alle imprese editoriali prima della cessazione dell’attuale sistema di contribuzione diretta prevista, dall’articolo 29, comma 3 del decreto-legge n. 201 del 2011, per il 31 dicembre 2014. Con apposito e separato provvedimento di delega, il Governo si propone di riordinare l’intera materia; nelle more, il provvedimento in esame detta una disciplina transitoria per l’accesso ai contributi in favore delle imprese editrici di quotidiani e periodici.
Le disposizioni si rendono necessarie per introdurre, già a partire dal 2013, talune misure di maggiore rigore al fine di conseguire significativi risparmi rispetto all’onere previsto dall’attuale sistema di contribuzione diretta, prima quindi del 2014.
La finalità di assicurare un più razionale riparto delle risorse disponibili alle imprese che più contribuiscono alla diffusione dell’informazione viene necessariamente correlata al criterio del numero di copie effettivamente vendute, anche in abbonamento, sul quale parametrare l’entità del contributo.
Novità importante è che, per la prima volta, si prevede – quale requisito per l’accesso ai contributi – un numero minimo di giornalisti dipendenti a tempo indeterminato, allo scopo di incentivare l’occupazione giornalistica e poligrafica.
Il Parlamento ha tempo fino al 20 luglio prossimo per approvare il provvedimento.
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