La vendita delle frequenze attualmente in mano alle televisioni per i servizi a banda larga mobile, in seguito al completo spegnimento del segnale analogico, che dovrebbe concludersi entro fine 2012, sta provocando non pochi malumori tra gli operatori alternativi che temono un processo di assegnazione eccessivamente sbilanciato in favore degli operatori con maggiore forza di acquisto. Il timore dell’Ecta (l’associazione che riunisce gli operatori alternativi europei) – come si legge in un articolo del New York Times – è soprattutto per i consumatori, che potrebbero veder lievitare i prezzi per navigare in Internet dal cellulare, con un conseguente rallentamento dell’adozione dei servizi a discapito della crescita del mercato.
Le aste svolte finora in Germania, Austria e Svezia, secondo il direttore di Ecta, Ilsa Godlovitch, “stanno riaffermando uno stagnante status quo o addirittura riducendo la concorrenza”. In tutti i casi, infatti, ad accaparrarsi queste importanti risorse sono stati gli operatori già dominatori del mercato. L’unico Paese in controtendenza è l’Olanda, dove i termini dell’asta sono stati stabiliti in modo da consentire l’ingresso dei new entrant Tele2 (di Stoccolma) e Ziggo 4, una joint venture tra l’operatore via cavo olandese Ziggo e UPC, divisione di Liberty Global.
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